Campane e buttane
Dove ci sono campane, ci sono buttane. Vito Mancuso, che ancora profuma d’incenso, dovrebbe saperlo. E’ una massima di saggezza cattolica. E proprio non dovrebbe dolersene come ha fatto ieri, col suo copiatino pubblicato su Repubblica, perché le escort e i segreti hard – come tutto ciò che scivola nel vizio – non potranno mai precipitare nell’empietà. Lui che spesso è chiamato a parlare di etica si dice inquieto e, di fronte ai fatti di pubblico meretricio, espone una tesi, questa: più bassa è la corruzione politica, più alto è il tasso di benessere sociale.
13 AGO 20

Dove ci sono campane, ci sono buttane. Vito Mancuso, che ancora profuma d’incenso, dovrebbe saperlo. E’ una massima di saggezza cattolica. E proprio non dovrebbe dolersene come ha fatto ieri, col suo copiatino pubblicato su Repubblica, perché le escort e i segreti hard – come tutto ciò che scivola nel vizio – non potranno mai precipitare nell’empietà. Lui che spesso è chiamato a parlare di etica si dice inquieto e, di fronte ai fatti di pubblico meretricio, espone una tesi, questa: più bassa è la corruzione politica, più alto è il tasso di benessere sociale. Una cosa così è andato a dirla all’assemblea della Conad e pure alla Scuola superiore della polizia di stato dove però, se proprio non riescono a liberarsi dall’urgenza del pop, farebbero meglio a riprendersi come docente Maurizio Costanzo che, quantomeno, con quel suo “boni, state boni”, una sua efficacia ce l’ha. A sostegno del copiatino, Mancuso, ha portato un fatto, questo: il pizzaiolo gli ha dato dieci euro in più col resto, lui gliel’ha fatto notare e quello, appagato da tanta onestà, gli ha offerto una grappa. E così, Mancuso, se n’è uscito pure ubriaco. Finché il peccatore ha Dio nel cuore, però, può ben fare l’amore. Capitò pure a Faust che – con Mefistofele, non certo con un assessore di Renzi – poté suggere i seni di Margherita. Mancuso che è “etico” dimentica un importante dettaglio teologico: è il Diavolo quello che rispetta le regole. Dio, stracciando un patto, no. Si riprende lo sporcaccione del Doktor non senza avergli prima concesso tutto quel sollazzo con la pollastrella. Ciò che sconfigge il male non è il bene, ma la verità. E questa – Nietzsche lo ha svelato – si svela dalla volontà di potenza che è volontà di volontà e, infine, volontà di verità. Non vorremmo comunque disturbare la digestione della pizza, ma se a Mancuso fosse rimasto un poco del suo antico mestiere, saprebbe che davvero la virtù deve chiedere perdono al vizio perché dove ci sono buttane, ci sono campane.